

La cripta.
Faccia a faccia con Sorella Morte
Dopo decenni di abbandono è ora finalmente accessibile la cripta della chiesa delle Sacre Stimmate di S. Francesco. L'obiettivo del progetto di valorizzazione di questo luogo unico a Roma è stato quello di restaurare e proteggere le superfici e di rendere nuovamente fruibile questo straordinario patrimonio artistico e spirituale.
Qui si può scendere,in atteggiamento di rispetto e meditazione, per lasciarsi interrogare sul mistero di "Sora nostra morte corporale" , come la chiamava S. Francesco.
Mostriamo qui solo alcuni scatti ed elementi, tra i molti altri che si potranno ammirare per trarne materia dii riflessione.
Non è un luogo che possa essere solo "visto", per essere compreso appieno. Nemmeno è sufficiente una sola spiegazione tecnico-artistico-archeologica. Bisogna soprattutto saperlo "leggere", con l'aiuto di qualcuno della Comunità delle Stimmate che possa spiegarvi il profondo significato spirituale e teologico di questi ambienti.
Per informazioni visite scrivere a: sacrestimmate@gmail.com
Segnaliamo che sono previste alcune aperture eccezionali gratuite nei seguenti giorni e orari:
Giovedì 5 novembre, dalle ore 15 alle 19.
Giovedì 12 novembre, dalle ore 15 alle 19.
Giovedì 19 novembre, dalle ore 15 alle 19.
Giovedì 26 novembre, dalle ore 15 alle 19.
Giovedì 3 novembre, dalle ore 15 alle 19.
Giovedì 10 dicembre, dalle ore 15 alle 19.
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Il corridoio di ingresso sopra le antiche rovine
Il complesso della chiesa e della cripta delle Sacre Stimmate sorge nel rione Pigna, in un'area dell'antico Campo Marzio. Nel XIII secolo il sito ospitava la chiesa dei Santi Quaranta Martiri de Calcarario. Durante i restauri condotti negli anni ’80 del Novecento, al di sotto del pavimento della cripta sono state individuate imponenti murature in opera laterizia di età adrianea. Gli studi archeologici hanno identificato queste strutture come parte del lato settentrionale del Diribitorium o del lato meridionale dei vicini Saepta Iulia.
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L'ingresso alla cripta
Nel corso dei secoli la cripta ha subito gravi fenomeni di degrado dovuti all'umidità e all'abbandono, che hanno compromesso sia le decorazioni in ossa sia le superfici dipinte. Il recente intervento di restauro ha consentito di recuperare e valorizzare uno degli ambienti più singolari e meno conosciuti del patrimonio storico-artistico romano.
La scritta posta all'ingresso, tratta dall'episodio del Secondo Libro dei Maccabei (cf. 2Mac 12,38-45) secondo la versionel latina della Vulgata, indirizza il credente al senso profondo di tale visita. Si tratta di un invito alla misericordia: "Santo e salutare è il pensiero di pregare per i defunti perché siano assolti dai peccati".

L'ambiente centrale
La sala principale rappresenta un unicum per lo straordinario apparato decorativo: oltre 10.000 ossa umane reali sono state lavorate e inchiodate alla volta per creare leggeri motivi floreali e faunistici simili a stucchi. Le pareti presentano mosaici di denti, rivestimenti con crani e teste di femori, finiture a finto marmo e un teschio utilizzato come acquasantiera. Presso l'altare, le pitture a calce dialogano con gruppi di putti in stucco e vasi in terracotta. La sala secondaria, più sobria, ospita un crocifisso in ferro ossidato che sovrasta un grande accumulo originario di resti scheletrici e ciò che rimane di una deposizione pittorica e resti di iscrizioni. Gran parte del pavimento storico, è andato perduto. Al di sotto del pavimento furono realizzati degli scavi archeologici degli anni ottanta.
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Qui conta solo l'essenziale
Siamo nati nudi e moriamo nudi, spogliati di tutto. Di tutto ciò che non è essenziale. Qui infatti, recita il testo, stanno insieme "il ricco e il povero insieme, come un'unica cosa". Ogni differenza esteriore è annullata. Adesso, davanti al giudizio di Dio, conta solo quanto abbiamo amato.
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Non sprecare il tempo che Dio ci dà
Guardare in faccia "Sorella Morte" (come la chiamava san Francesco d'Assisi nel Cantico delle creature, non è un esercizio cupo, ma la chiave di volta per dare valore, pienezza e urgenza d'amore al tempo che ci è donato oggi.
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Dies irae
Sulla parete laterale dell'ambiente posto dietro l'altare viene offerta la chiave ermeneutica di tutto questo luogo di sepoltura: una delle strofe centrali della celebre sequenza medievale del "Dies irae". Ma questo merita un commento dal vivo, qui, davanti a queste spoglie mortali. E' una preghiera commovente, che non può lasciare nessuno indifferente.
Chiedetene traduzione e commento a uno dei Padri o dei membri della Comunità delle Stimmate che vi accompagnerà in questa visita.
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