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Giustizia e misericordia

Quale rapporto nella Sacra Scrittura e nella nostra vita?

"...Allora, un giorno, incontrai un vicario anglicano che mi suggerì di lasciar perdere per un pò il Vecchio Testamento [...]. A questo punto della mia vita io non avevo ancora letto il Nuovo Testamento perché il Nuovo Testamento trattava di Gesù Cristo e Cristo - lo ricordavo dai miei giorni di ragazzo del coro - era questo scialbo, lacrimoso individuo che amava tutti e con cui la Chiesa faceva proseliti. Ho consumato gli anni della mia pre-pubertà cantando nel coro della cattedrale di Wangaratta e faccio spesso ritorno a quegli anni pensando a quale insipido affare si riducesse l'intera faccenda" (Nick Cave).

Abbiamo davvero ridotto Gesù Cristo e l'annuncio del mistero di Dio ad una melassa insignificante? Dio è davvero quello che pensiamo? Dio perdona sempre? Dio è misericordia o è giudice? Dio castiga? Sì? No? Perché nella Bibbia troviamo anche il vocabolario dell'accusa, della collera, dell'ira, della violenza? Cosa fare di fronte all'esperienza dell'ingiustizia? E cosa fa Dio per ristabilire la giustizia? Che fare quando il fratello uccide il fratello, quando si fa esperienza del tradimento e della menzogna? Del problema della "giustizia" non interessa davvero a nessuno, almeno finché non si fa esperienza diretta del torto subito e dell'enigma del male. Cosa fare in quel caso? Intanto possiamo ripartire dalla Scrittura. Il vocabolario giuridico della Bibbia comincia allora a porre nuovi interrogativi. E ci si rende conto che tutto il suo insieme e quasi ogni sua pagina può essere riletta a partire da queste coordinate. Non è un caso che per noi cristiani il culmine della rivelazione del volto di Dio avvenga proprio nel quadro di un processo, il cui Imputato, accusato come un malfattore, è lo stesso Figlio di Dio.

Calendario incontri

(verificare sempre qui per eventuali modifiche)

mercoledì 10 e 24 OTTOBRE

mercoledì 7 e 21 NOVEMBRE

mercoledì 5 E 19 DICEMBRE

Sempre alle ore 21.00

(oratorio secondo piano)